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10/10/2009 - Persone di Parola

Sabato 10 ottobre 2009 alle 14.30 nella sala della Fondazione Pio Istituto Pavoni in via Castellini 7 a Brescia verrà presentato il volume "Persone di parola, appunti per una storia del Pio Istituto Pavoni", dedicato alla storia dell'istituzione che fondata dal beato Lodovico Pavoni nel 1845, si è dedicata all'istruzione dei sordomuti fino agli anni Settanta del Novecento, trasformandosi poi nell'attuale Fondazione.

Il saggio è stato scritto da Vittorio Nichilo professore di materie letterarie, giornalista pubblicista e storico locale collaboratore della Fondazione Civiltà Bresciana. Oltre all'autore interverranno Massimo Lanzini, giornalista del Giornale di Brescia, padre Lorenzo Agosti, superiore generale dei Figli di Maria Immacolata Pavoniani, Ida Collu, presidente Ente Nazionale Sordi, Mario Rinaldini, presidente Fondazione Istituto Pio Pavoni, Nicola Moretti, nipote di padre Faustino Moretti indimenticato direttore dell'istituto Pavoni, oltre ad Antonio Stagnoli, celebre artista ed allievo del Pio Pavoni, e Giovanni Soncini, i cui antenati furono direttori e benefattori dell'istituto Pavoni.


Le vicende dell'istituto Pavoni, ora Fondazione Pio Pavoni sono state già affrontate in una serie di pubblicazioni. Desiderio della fondazione Pio Pavoni era però una storia per così dire sentimentale delle proprie vicende nel senso di un testo che cercasse di lumeggiare i personaggi che ne hanno fatto parte, rievocandoli nella loro umanità concreta, in uno scritto che fosse accessibile, compatto e allo stesso tempo scientifico.

Tanto più che la storia del Pavoni rende possibile un viaggio in quella storia bresciana fatta di enti assistenziali che hanno costituito e costituiscono uno dei punti fermi della nostra storia. Ripercorrere questo viaggio a ritroso ha permesso di misurare quanto si sia fatto, a partire dalla fine del Settecento a Brescia, nell'affrontare situazioni di disagio di vario tipo in generale e legate al sordomutismo. Si è ridata la giusta importanza ad un precursore di Pavoni ossia quel Giacinto Mompiani che a Brescia introdusse il metodo orale per i sordomuti ma caduto in disgrazia nella storiografia successiva per il suo coinvolgimento nei moti carbonari del 1821.


Ci si è soffermati, per la prima volta, anche sulla vita quotidiana degli allievi tra Otto e Novecento spaziando da cosa mangiavano a cosa studiavano gli studenti o le vicende della loro squadra di calcio negli anni Quaranta del Novecento. In tal senso estremamente preziosa la testimonianza di Antonio Stagnoli tra i massimi artisti bresciani che, per l'occasione, ha rilasciato un'intervista inedita inserita in appendice al volume. Di Stagnoli, tra l'altro, anche il quadro rappresentato in copertina. Ne è emersa una galleria di persone che hanno combattuto palmo a palmo per conquistare per sé e per gli altri una pienezza di vita altrimenti negata, pienezza di vita che nel caso del Pavoni era ed è quell'imponderabile bene che è la parola. Quelle persone di parola che danno il titolo al volumetto sono infatti tutti quelli che, dagli allievi dell'istituto di un tempo e ai loro benefattori, tra cui spiccano i Soncini, a quanti si riconoscono nella Fondazione Pavoni oggi, hanno mirato con volontà tenace alla parola o con la propria parola hanno reso possibile tutto questo.


[Fonte: http://www.ens.it/articolo.asp?ID=2458]

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